Progettare la Sicurezza: sistemi di controllo accessi fisico, applicazioni e vantaggi

By | 2 Mag 2018

controllo accessi fisicoNei primi articoli abbiamo visto, per la verità in maniera abbastanza teorica, come determinare il livello di rischio presente in un ambiente da proteggere.

Abbiamo inoltre introdotto il concetto di sistema di sicurezza e le nozioni di base per una buona (ed equilibrata) progettazione.

Scendiamo adesso più in dettaglio per quanto riguarda il nostro campo d’interesse: la progettazione del sottosistema di controllo accessi fisico.

 

Il nostro blog ha già pubblicato una serie di post e una guida PDF introduttive al controllo accessi, alle quali rimandiamo. Cercheremo quindi, se possibile, di evitare ripetizioni, anche se purtroppo alcune sovrapposizioni saranno inevitabili.

 

Applicazioni tipiche

Torniamo alla prima delle due domande fondamentali introdotte nel post iniziale, ovvero: chi e cosa deve essere protetto? In altre parole, dove ha senso installare un sistema di controllo degli accessi?

Solitamente si possono scartare le porte utilizzate raramente, o da un numero molto limitato di persone. A meno di non essere in zone ad alto rischio, oppure non si debbano proteggere beni di valore.

Ecco invece alcuni criteri di applicazione di ordine generale:

 

  • cancelli di ingresso, sia pedonali che veicolari. Normalmente si affacciano su aree esterne alla proprietà e sono in genere controllate anche tramite la videosorveglianza e da sistemi citofonici, per garantire l’accesso alle persone o ai veicoli non autorizzati (si realizza così una prima barriera, come prescritto dal criterio di concentricità);

Cancelli di ingresso

  • porte esterne e perimetrali sono ottime candidate, perché viene semplificato l’accesso del personale (non dovendolo dotare di chiavi), pur garantendo la sicurezza;
  • zone reception, dove sono accolti i visitatori che, previa registrazione, vengono poi autorizzati ad accedere in determinati aree, in relazione allo scopo della loro visita;

zona reception

  • uffici e aree particolarmente sensibili (direzione, amministrazione, magazzini, CED, R&D, locali tecnici);
  • armadi di vario genere, qualora custodiscano beni ritenuti preziosi, oppure quando se ne voglia tracciare l’apertura;
  • porte di ingresso ad aule scolastiche e a laboratori contenenti oggetti di valore, o pericolosi;

aula laboratorio

  • accessi ad aree espositive, o ad impianti di vario genere, qualora si debba consentire l’entrata soltanto a persone precedentemente autorizzate;
  • ingressi ad aree comuni esterne, come parcheggi aziendali e condominiali, o ZTL;
  • garage e posti auto.

 

Costi contro vantaggi

Dopo aver stabilito cosa è possibile proteggere, la prima questione da considerare (e se non lo farete subito voi, ci penserà presto qualcun’altro) sono i costi.

È innegabile che un sistema di controllo degli accessi di tipo elettronico possa presentare numerosi vantaggi di sicurezza e di comodità d’uso rispetto alle semplici chiavi. Altrettanto innegabile sono però le maggiori spese cui si va incontro, che possono essere anche di un ordine di grandezza superiori. Limitandoci ad una singola porta si può passare infatti da qualche decina/centinaia d’euro per l’acquisto e il montaggio di una serratura con chiavi a qualche centinaia/migliaia d’euro per l’installazione di un controllo accessi elettronico, a seconda della tecnologia e del grado di sicurezza voluto.

chiavi

Ricordando i termini introdotti nel post sull’analisi e riduzione del livello di rischio, occorre innanzitutto stabilire se la spesa prevista assicura un abbattimento del rischio tale da essere giustificata. Questa analisi dovrà essere applicata sia a livello generale, sia su ogni singolo varco oggetto di controllo. Infatti, mentre su alcune porte avrà senso applicare un sistema di controllo accessi, su altre non ce ne sarà affatto bisogno. Con una riduzione sensibile del budget necessario.

Determinare i costi può ritenersi abbastanza facile, basta chiedere qualche preventivo o fare delle ricerche online (ma in realtà non è poi così banale, come spieghiamo in questo articolo).

Che cosa dire invece dei vantaggi derivanti dall’installazione di un controllo degli accessi fisico di tipo elettronico? Qui le risposte possono essere meno evidenti, ma non per questo sono meno significative.

 

Vantaggi di un sistema di controllo accessi fisico

Vediamo dunque quali sono i benefici di adottare un sistema di controllo degli accessi, rispetto all’utilizzo delle semplici chiavi.

Un sistema di controllo accessi fisico:

  • è intrinsecamente più sicuro e meno facile da violare di un sistema utilizzante le chiavi
  • semplifica l’accesso (con una singola tessera RFID, o addirittura senza di essa se si usano i PIN o la biometria, si può accedere da innumerevoli porte)
  • permette l’utilizzo di fasce orarie multiple e di date di inizio e fine validità, che limitano l’accesso solo nei periodi voluti

fasce orarie

  • gestisce bene il furto o lo smarrimento di una tessera RFID, perché basta disattivarla per impedirne l’uso fraudolento, mentre nel caso delle chiavi è buona norma sostituire la serratura, con notevoli incomodi e costi annessi
  • registra gli eventi di transito, permettendo di tracciare completamente i passaggi, cosa ovviamente non fattibile usando le chiavi
  • può bloccare e sbloccare automaticamente un varco ad orari prestabiliti, per esempio alla sera e al mattino, mentre in altri casi ciò deve essere fatto manualmente

 

 

Concludiamo qui questo primo articolo dedicato alla progettazione dei sistemi di controllo accessi fisico.

Vi diamo appuntamento al prossimo post, dove parleremo delle forme di autenticazione possibili e dei lettori utilizzabili.

 

Immagini non soggette a copyright, riprese da pixabay.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *