È possibile ipotizzare alcune previsioni sull’andamento del mercato globale del controllo accessi? Si può prevedere almeno una tendenza di massima? O cogliere dei segnali che possano indurci a qualche considerazione abbastanza oggettiva in merito?
Analisi recente
Ci proviamo partendo da una interessante e recente analisi condotta alcuni mesi fa sull’argomento. E che sottolinea come tale settore si stia prefigurando in importante espansione a livello mondiale.
Le proiezioni rivelano che nel 2021 il volume generale di affari legato alle tecnologie degli accessi si attesterà intorno ai 9,6 miliardi di dollari. Nel 2016 tale mercato valeva 5,4 miliardi. Si prospetta insomma un evidente balzo in avanti della richiesta di questi prodotti.
Nuovi utilizzatori
Avevamo precedentemente scritto di un significativo interesse nei riguardi delle tecnologie connesse alle soluzioni degli accessi anche da parte di nuove tipologie di utilizzatori.
A quelli “storici” (banche, assicurazioni, grandi industrie, enti statali, parastatali, turistici, militari, museali, sanitari) ovvero utenti orientati per loro stessa natura ad essere molto regolamentati, si aggiungono adesso nuove fasce di utenza.
Quali ad esempio le piccole e medie imprese, che per il momento non sono ancora del tutto “coinvolte” nella materia. Eppure sarà questo uno dei dati più significativi dei prossimi anni. Cioè l’incremento della domanda generata da imprese di questo tipo, con fatturati che si presumono arrivare a 705 milioni di dollari nel 2021 (rispetto ai 109,6 del 2016). Per contro, gli acquisti di controllo accessi della grande industria (le aziende dai 5.000 dipendenti in su) passeranno dall’80% del fatturato del 2016 al 56% nel 2021.
Sicurezza
Ma sono anche altri i fattori che contribuiranno alla espansione del mercato globale del controllo accessi.
Ad esempio la rinnovata attenzione alla problematica della sicurezza in relazione alla violazione dei dati.
Non a caso in Europa è entrato da poco in vigore il GDPR (General Data Protection Regulation), il nuovo regolamento sulla privacy.
Tecnologie come quelle del controllo accessi si possono appunto indirizzare ed impiegare per la regolamentazione anche di queste specifiche necessità. Contribuendo a garantire che nella posizione e nel momento opportuno vi sia la persona legittimamente autorizzata. Con evidenti vantaggi per il rispetto della privacy e della sicurezza.
Le tecnologie emergenti, come quelle biometriche, potranno essere applicate anche per contrastare i sempre più frequenti attacchi generati dagli hacker. Verificare con sempre maggior attendibilità l’identità di chi accede ad un luogo o utilizza un servizio potrà evitare almeno una parte delle problematiche legate alle attività fraudolente dei “pirati” della rete.
Interesse o forse necessità
Quanto analizzato ci porta a presumere che vi sarà sicuramente un incremento numerico della platea globale di chi comincia a trovare interessanti i procedimenti indirizzati alla distinzione tra chi è legittimato per l’accesso ad una area, o ad una funzione, e chi non lo è.
Interessanti o, forse più propriamente, necessari.
immagini Pixabay.com

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