Controllo accessi standard o personalizzato?
Uno dei primi interrogativi che si pone chi intende installare un sistema di controllo accessi è la caratteristica di base di quell’apparato che si sta scegliendo: meglio acquistare un prodotto standard o uno personalizzabile?
La domanda non è da poco. Nel senso che rispecchia due categorie di prodotti del tutto simili negli effetti, ma abbastanza diversi nell’approccio di fondo alla materia.
Prodotti standard
Vi sono sul mercato molti fornitori e distributori di questi tipi di sistemi. Prevalentemente si tratta di apparecchiature altamente performanti e con funzioni piuttosto similari, poiché dettati dalle richieste del mercato. E con una ampia scelta sia a livello di tecnologie che a livello di assortimento delle proposte.
Le esigenze del mercato hanno infatti per lo più uniformato e omologato le offerte dei costruttori. Ma nello stesso tempo ovviamente ognuno punta ad una sempre maggiore efficacia di utilizzo, modernità, funzionalità, integrabilità con altri sistemi e inevitabilmente evoluzione e progresso del proprio prodotto.
Prodotti personalizzabili
All’interno poi di questa panoramica, vi sono svariati produttori che propongono al mercato l’installazione di soluzioni personalizzate. Cioè qualcosa di altamente differenziabile in base alle necessità pratiche da risolvere di volta in volta.
Si tratta essenzialmente di dispositivi con hardware, software e protocolli che consentono di misurarsi con la risoluzione di richieste molto specifiche. Quelle che non vengono completamente gestite dai prodotti standardizzati che si trovano in commercio.
Queste soluzioni proprietarie personalizzabili possono quindi risolvere varie e tipiche istanze del cliente. A volte dettagli non previsti dai sistemi più chiusi perché con casistica troppo rara. Ma magari fondamentali in alcuni casi perché legati proprio ad una concreta seppur inconsueta tematica dell’accesso.
Si pensi ad esempio a qualche normativa molto specifica inerente al transito in aree aziendali protette.
Come nel caso delle realtà produttive che si occupano di preparazione e lavorazione di alimenti. Cioè con locali che devono essere debitamente monitorati e separati da quelli utilizzati per altre funzioni.
O alla necessità di peculiari misure restrittive del passaggio in reparti che gestiscono prodotti elettronici che potrebbero essere compromessi da scariche elettrostatiche.
O dove occorra tracciare minuziosamente i percorsi di personale o materiale, o il loro conteggio in determinate aree.
Nelle suddette ipotesi, o in altre similari, risulta una comodità non da poco quella di poter installare sistemi di controllo accessi “cuciti” minuziosamente addosso.
Quale scelta
Tornando alla domanda che ci siamo posti all’inizio, possiamo quindi concludere che l’utilizzo di un prodotto più flessibile sia la scelta più indovinata?
Non sempre in realtà. Chi sceglie una soluzione individualizzata, pur usufruendo dell’importante vantaggio di ricevere una risposta precisamente indirizzata ai propri bisogni, per contro si lega in maniera quasi inscindibile a quello specifico produttore. Durante il ciclo di vita dell’impianto quindi, diverrà non solo opportuno bensì necessario riferirsi a quel soggetto per qualsiasi modifica o cambiamento.
E negli anni poi, sostituire un sistema fortemente personalizzato potrebbe rivelarsi non del tutto privo di difficoltà. Basti pensare a chi ha distribuito centinaia di badge non standard ai propri dipendenti, leggibili solo da determinati lettori. Ma si trova ad un certo punto obbligato a cambiarli: dovrà per forza sostituire anche tutti i dispositivi sul campo.
Insomma la scelta di un sistema di controllo accessi “su misura” potrebbe presentare l’innegabile svantaggio di un legame troppo vincolante tra cliente finale e produttore. Mentre optare per una soluzione standardizzata, renderebbe qualsiasi tipo di variazione successiva molto più semplice e veloce.
In definitiva quindi sembrerebbe più opportuno optare per articoli che consentano una gestione successiva meno impegnativa, sia a livello di assistenza che di reperibilità del prodotto.
Ma per tutte le particolari esigenze di accesso non previste da un sistema nella sua versione tipica? Come risolvere singolari tipi di necessità nel controllo degli accessi quali quelli elencati poco sopra?
Una soluzione mediata
Una soluzione attuabile con palesi probabilità di successo nell’immediato, ma anche con minori eventuali ripercussioni future, potrebbe essere affidarsi all’installazione di prodotti standard ma che consentano anche una minima personalizzazione del software. Ottenendo così i vantaggi legati ad entrambi i tipi di scelta.
Si tratta di decidere per l’utilizzo di sistemi che abbiano programmi applicativi e interfacce con possibilità di essere modificati e integrati in caso di nuove o più specifiche evenienze e bisogni. Affidandosi ovviamente a progettisti che conoscano molto bene sia il progetto dell’impianto, che la specifica del prodotto da “modellare”.
Pro e contro di un controllo accessi duttile piuttosto che uno blindato, possono trovare dunque un terreno di incontro affidandosi a quanto offrono di meglio entrambe le scelte a disposizione. Tenendo sempre a mente che, a prescindere dalla preferenza effettuata, qualsiasi applicazione saprà ovviamente per lo più espletare al meglio il proprio compito.
L’ideale sarebbe comunque raggiungere una intercambiabilità tra i dispositivi di controllo accessi. Così come già realizzato prima dal TVCC analogico (una qualsiasi telecamera funziona in abbinamento ad un qualsiasi DVR) e poi dalle telecamere di rete (con l’avvento di protocolli come ONVIF).
Per il momento, ad eccezione dei lettori, siamo un po’ lontani… ma tutto sommato neanche così tanto…
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