I 5 errori da non commettere nel controllo accessi (seconda parte)

di | 7 Ottobre 2020

5Avevamo cominciato ad analizzare nella prima parte dell’articolo alcuni dei 5 atteggiamenti non del tutto conformi quando si intende installare un impianto di controllo accessi.

Riprendiamo quindi il nostro discorso analizzando gli errori 3, 4 e 5.

3. Non scegliere soluzioni blindate

sinergiaCome ha ampiamente dimostrato l’orientamento degli ultimi anni, nel mondo della sicurezza si sta assistendo da tempo ad una ben precisa tendenza: le tecnologie si muovono ormai in stretta sinergia tra loro.

Le soluzioni sono diventate sempre più integrate e interconnesse. I molteplici sottosistemi della sicurezza ormai interagiscono ampiamente per formare un pacchetto di proposte che operano con un’azione non solo intelligente ma soprattutto combinata.

Del resto gli impianti di sicurezza sono per loro stessa natura spesso e volentieri “in fieri”. Ovvero sempre pronti ad integrarsi con nuove soluzioni o prodotti in base a nuove sollecitazioni o necessità.

Termomask_CAFAlcuni esempi paradigmatici li stiamo purtroppo vivendo proprio in questi periodi. Basti pensare alle soluzioni di rilevamento della temperatura che in molti abbiamo avuto modo di gestire. Per rendere sicure le nostre aziende, i nostri negozi, le nostre scuole.

Ecco dunque che chi già aveva un controllo accessi per mezzo di un tornello, ha dovuto aggiungere un termoscanner a corredo. Oppure chi aveva un sistema TVCC, lo ha integrato con l’aggiunta di una telecamera termica.

TermomaskGli esempi potrebbero essere quasi illimitati. Controllo accessi integrato con il controllo delle presenze, domotica, telecamere/varchi/allarmi gestiti da un’unica piattaforma, controllo degli accessi che gestisce pure il parco autovetture, ecc.

soluzioni blindateDi conseguenza optare per un sistema del tutto o troppo “blindato” non sembra essere una buona soluzione nel lungo corso.

Proprio perché le esigenze concrete nel tempo potrebbero variare. Per sopraggiunte necessità interne o esterne.

 

4. Non fare manutenzione continuativa del sistema

Uno degli errori più comuni che possiamo commettere è quello di definire una installazione conclusa per sempre.

interoperabilitàIn realtà un fattore abbastanza probabile si identifica proprio con l’esigenza di aggiungere nel tempo “parti” all’impianto. Tessere, lettori, antenne o altro, gli ampliamenti possono verificarsi molto più spesso di quando abbiamo ipotizzato nella fase iniziale di progetto. Soprattutto se sono stati installati prodotti di valore e che durano nel tempo.

E tale esigenza potrebbe verificarsi non solo nell’area già interessata dal controllo degli accessi, ma addirittura in siti limitrofi o ben più lontani. Nel senso che ci è capitato (e più di una volta) di dovere collegare due entità anche manutenzionemolto distanti tra loro. Sia in Italia che addirittura all’estero. Non è infatti così improbabile che due aziende si fondano, pur essendo fisicamente lontane. Da cui l’esigenza di connettere ed integrare impianti diversi.

Tutte queste variabili consigliano (anzi forse impongono) di non definire appunto una installazione come del tutto conclusa. E di conseguenza una scelta piuttosto sbagliata che potrebbe essere fatta consiste nel non ritenere più opportuna una azione di manutenzione continuativa nel tempo.

backupChe potrebbe consistere anche solo nell’aggiornare il sistema alle versioni software successive. O nel fare i backup del sistema. Piccoli interventi che però consentiranno all’impianto di poter essere integrato ed ampliato senza grandi problemi, anche a distanza di anni. Con un database dei dati/eventi gestibile e sempre in perfetto stato di conservazione.

Programmare un regolare backup ci metterà poi al riparo da eventuali perdite di dati. Che potrebbero anche generare dei danni di una discreta consistenza in alcuni casi.

 

5. Non fare un progetto del sistema

progettoIl quinto errore da evitare avrebbe in realtà dovuto essere il primo, in cima alla lista. Ma abbiamo preferito metterlo in fondo perché sostanzialmente sottende certo ma soprattutto riassume i punti che abbiamo già evidenziato.

L’importanza della progettazione infatti si deduce adesso ancora meglio. Perché ci può evitare di incorrere anche in molti degli sbagli che abbiamo elencato.

Progettare un impianto significa infatti avere ben chiaro il risultato che vogliamo avere.

5E questo si può ottenere conoscendo molto bene quali sono i prodotti che soddisfano le esigenze del nostro committente (punto 2). Non facendoci però solamente soggiogare dalle proposte economiche più allettanti (punto 1). Ma riuscendo ad indentificare i prodotti che potrebbero essere più funzionali nel lungo periodo (punto 3). E gestendoli poi adeguatamente nel tempo (punto 4), magari con il supporto di chi ci ha guidato nella scelta.

10ACRL-AYT6350C’è ovviamente da fare anche un distinguo. Tra una installazione vasta e con molti dettagli da tenere presenti. E un piccolo impianto costituito da uno o due lettori apriporta, magari stand-alone. In questo secondo caso risulta abbastanza evidente che si potrebbe tranquillamente fare a meno di un progetto tecnico dedicato a monte. In quanto l’esperienza dovrebbe assolutamente bastare.

Ma se siamo in presenza di qualcosa di complesso, un progetto di fattibilità iniziale diventa praticamente obbligatorio. Onde evitare successive problematiche tecniche o installative. Ed essere guidati nella scelta di soluzioni idonee più che di supportosemplici prodotti.

Superfluo forse dire che una fattibilità credibile richiede qualcuno che possa definirsi senza ombra di dubbio competente se non specialista nel suo settore. Per ottenere un progetto intellettualmente onesto, e non piuttosto viziato da prodotti che debbono essere per forza venduti. E per potersi poi rivolgere a tale esperto anche nel post vendita, perfino a distanza di anni se appunto abbiamo puntato sulla qualità dell’installazione. Per interventi di assistenza remota, o appunto aggiornamenti, integrazioni, ecc.

 

5 precauzioni valide anche in altri ambiti installativi?PSC25TB Rosslare

Il breve excursus sui 5 errori sui quali è facile incorrere quando si decide di scegliere ed installare un sistema di controllo accessi termina qui per il momento.

È un elenco di “cattive abitudini” che come sempre non ha la pretesa di essere esaustivo, né deve essere considerato tassativo. Ripetiamo che ognuno fondamentalmente adotta le soluzioni e le strategie che gli sono state dettate dall’esperienza e dagli anni.

5 stelleEppure la nostra conoscenza ci suggerisce appunto di prestare una certa attenzione ad alcune scelte che potrebbero rivelarsi non del tutto appropriate successivamente ai fini della “resa” dell’impianto. Al fine, sempre, di rendere soddisfatto il nostro cliente. Ed indurlo a rivolgersi di nuovo a noi in caso di ampliamenti o altre necessità. O consigliare il nostro operato ad altre persone.

Poniamoci infine una domanda. Si tratta di 5 precauzioni da tenere presenti forse anche in altri ambiti installativi?

TVCCConoscere perfettamente ciò che andremo a montare è fondamentale ad esempio anche nelle installazioni di TVCC, o antintrusione, o antincendio, o domotica, ecc. Lo stesso dicasi per l’attenzione che va successivamente prestata alla manutenzione dell’impianto, così come alla opportunità di fare un progetto ben calcolato prima di acquistare e impiantare telecamere o sensori antintrusione giusto per fare un paio di esempi. Anzi in alcuni di queste tipologie di impianto l’attenzione e la prudenza devono essere ancora maggiori, data la presenza di norme legislative ancora più cogenti rispetto al controllo accessi.

 

immagini Pixabay.com + di proprietà

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