Controllo accessi: obiettivi e resistenze (seconda parte)

di | 2 Marzo 2022

controllo accessiAbbiamo analizzato nella prima parte di questo articolo i principali obiettivi che sottendono alla scelta o alla necessità di installare un sistema per il controllo degli accessi.

Ci eravamo posti due domande inizialmente. Ovvero quali sono gli obiettivi che si pone chi prende in considerazione un controllo accessi. E, per contro, quali sono le resistenze che impediscono di approcciarsi ad esso.

 

Resistenze sociali e culturali

resistenzeDopo aver risposto al primo interrogativo, cerchiamo di approfondire la seconda questione, quella delle resistenze.

Potremmo riassumere a priori l’argomento semplicemente dicendo che vi sono una serie di convinzioni, o forse pregiudizi, che spesso si pongono come altamente limitanti all’adozione di un sistema di controllo accessi.

In cosa consistono?

Anche in questo caso abbiamo voluto riassumerli in 4 punti. Ovvero:quattro resistenze

 

  1. I sistemi protetti sono più costosi da realizzare e complessi da utilizzare
  2. Gli utenti devono essere introdotti alla «cultura» di protezione del sistema e delle proprie responsabilità
  3. Le credenziali di accesso per essere affidabili richiedono procedure non banali e/o informazioni complesse
  4. «Ma tutto sommato non è mai successo niente …»

 

Cominciamo dal primo.

 

1 – I sistemi protetti sono più costosi da realizzare e complessi da utilizzare

 

complessitàMolti credono che installare un impianto che abbia la facoltà di poter fare una selezione ed una verifica su chi entra prima ed esce poi dalla mia risorsa sia per sua natura estremamente complesso. Oltreché assai costoso.

In parte ovviamente hanno ragione. Nel senso che risulta abbastanza evidente che non può esservi nulla di più facile in confronto all’inserire una chiave meccanica nella serratura per aprire e chiudere. Cosìcosto come nessun lettore RFID, per quanto di basso costo possa essere, potrà mai essere più economico di una chiave classica che andiamo a comprare o duplicare in ferramenta.

Eppure i costi non sono affatto proibitivi. La diffusione di questo tipo di dispositivi, e in concomitanza con una sempre crescente presenza sul mercato, ha fatto necessariamente decrescere i costi. Anche in questo caso insomma la concorrenza ha generato un significativo abbassamento dei prezzi. E vi sono ormai sistemi entry level che, nonostante costi molto popolari, offrono prestazioni e funzionalità di grande qualità.

semplicitàUgualmente si è assistito ad una semplificazione di utilizzo. I progressi tecnici hanno contribuito non solo ad accrescere l’efficienza dei prodotti. Si sono anche occupati di rendere la tecnologia più fruibile, immediata, semplice, intuitiva. Di modo che chiunque possa utilizzare, o installare, tali sistemi.

 

 

2 – Gli utenti devono essere introdotti alla «cultura» di protezione del sistema e delle proprie responsabilità in merito

 

10ACRL-SAPROXUna cosa che in parte ancora manca nel nostro paese è probabilmente una “cultura” generale del controllo accessi in quanto mezzo di sicurezza, protezione e prevenzione.

Non a caso i prodotti più diffusi del settore continuano ad essere i lettori stand-alone. Cioè quelli che, disancorati da qualsiasi tipo di architettura più articolata, hanno la funzione di bloccare e sbloccare semplicemente un varco. Per mezzo di un PIN, piuttosto che di un badge, piuttosto che con una App su smartphone o con una impronta digitale.

Provision_TVCCLa cultura della protezione di una risorsa per mezzo di un sistema di controllo accessi è invece ancora ben lungi dall’essere raggiunta. Vi sono paesi in Europa o nel mondo in cui i numeri ed anche le prospettive sono decisamente diversi. Ma in Italia spesso il controllo degli accessi non si propone neppure al proprio cliente quale metodo di ulteriore salvaguardia del bene. Il trend più diffuso continua ad essere la protezione con sistemi più tradizionali, quali la videosorveglianza ad esempio.

Una “cultura” della protezione della risorsa per mezzo di un sistema di controllo accessi implica anche un salto qualitativo CONTROLLO ACCESSI MESAda parte di chi la deve gestire. Non a caso abbiamo parlato delle “proprie responsabilità in merito”.

Le aziende che hanno installato architetture importanti di gestione dei varchi non hanno potuto evitare una formazione di base del proprio personale in tal senso. Diffondendo una cultura delle credenziali e dei transiti sicuri. Responsabilizzando chi accede alla risorsa. In quanto fruitore di un sistema di sicurezza ulteriormente protettivo dell’ambiente nel quale ci si muove.

Anche questo può essere annoverato tra le cose che possono generare una certa resistenza alla diffusione di questi sistemi. In quanto appunto occorre poi in minima parte applicare e diffondere nuove abitudini operative. Che sono oggettivamente di scarso impatto resistenze alle regolenel quotidiano. Anzi semmai di sicura semplificazione. Ma non tutti sono predisposti a cambiare abitudini diffuse da tempo. Facciamo un esempio pratico. Nuove regole di ingresso in azienda potrebbero essere accolte con sospetto da chi ha timbrato per decenni un cartellino di cartoncino. E adesso, di punto in bianco, deve ricordare un codice di accesso (PIN).

 

Continua a breve

A breve l’analisi delle altre due categorie di resistenze. Cioè gli ulteriori concetti che possono frenare un approccio al controllo accessi. Con le relative conclusioni finali.

 

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