Lo scorso anno avevamo iniziato una breve disamina circa la diffusione del controllo accessi in alcuni paesi esteri europei (Svizzera, Olanda, Belgio e Germania).
Avevamo valutato una buona presenza di tali dispositivi in vari ambiti, da quelli più classici ad alcuni decisamente più originali. E avevamo potuto concludere affermando che indubbiamente vi era lì un maggiore utilizzo per il
momento di questo tipo di tecnologia rispetto all’Italia.
Questa estate ci siamo mossi attraverso la Slovenia, l’Ungheria, la Serbia e la Croazia. Quanto è presente il controllo accessi in questi paesi?
La sensazione è che vi sia anche in questo caso un discreto impiego di questi specifici apparati di sicurezza.
Slovenia
Passeggiando per le caratteristiche strade di Lubiana, ci ha colpito l’utilizzo automatizzato per mezzo del controllo accessi dei dissuasori di ingresso/parcheggio.
I dissuasori, normalmente ubicati nella strada a cui si intende interdire l’accesso, in questo caso sono comandati da un lettore situato accanto ad una postazione citofonica. In abbinamento vi è pure una sirena ed un impianto di videosorveglianza. La strada, centralissima, è stata insomma controllata per mezzo dell’utilizzo di varie tecnologie. E integrate tra loro per garantire la migliore efficienza di utilizzo ma anche di sicurezza.
Sempre il Slovenia abbiamo potuto osservare un avanzato sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. Ci è piaciuto innanzitutto il fatto che i cassonetti di raccolta siano stati collocati sotto il manto stradale. Una pratica soluzione molto utile per lasciare sgombre strade e marciapiedi, senza rinunciare a moderni e capienti raccoglitori di immondizia. La cui apertura viene gestita per mezzo di tessere di prossimità, da avvicinarsi ai relativi lettori incassati nella parte superiore dei cassonetti. Dove appunto vi è scritto “avvicina la carta al lettore”.
Ungheria
In Ungheria abbiamo trovato una discreta diffusione del controllo accessi applicato alle strutture ricettive.
Nel paio di alberghi da noi frequentati i badge venivano utilizzati innanzi tutto per aprire la porta della camera e gestire il circuito elettrico della stanza. Ma anche per poter accedere ai vari settori dell’hotel, tra cui il giardino interno e la sala da pranzo. Oppure per poter azionare l’ascensore.
Questa applicazione l’abbiamo notata anche all’interno di una importante area museale. In cui appunto alcuni settori erano evidentemente riservati al personale. Mentre i visitatori erano autorizzati ad utilizzare l’ascensore solo per potersi spostare nei tre livelli delle sale di esposizione, l’accesso ai piani sotterranei ed all’ultimo piano era preclusi ai non addetti ai lavori.
Serbia

Anche in Serbia, e per la precisione a Belgrado, il controllo accessi è molto presente in ambito alberghiero. Ma anche residenziale. Ci siamo imbattuti spesso in caseggiati e condomini il cui ingresso viene regolamentato da tastierini numerici sia in acciaio antivandalo che non.
Anzi a volte ne abbiamo trovati anche in contesti non proprio di alta edilizia. A testimoniare che gli edifici possono forse non essere del tutto nuovi e moderni, ma la tecnologia di accesso deve essere ottimale. A garanzia non solo di praticità ma anche e soprattutto di riservatezza e sicurezza.

Una applicazione di controllo accessi molto particolare l’abbiamo trovata all’interno di un locale che appartiene ad una catena di ristoranti italiani che vanta 180 negozi in tutto il mondo. La particolarità sta nel fatto che all’ingresso si viene dotati di una tessera, che dovremo poi appoggiare sullo scanner ogni volta che ordiniamo una pietanza (cucinata sotto i nostri occhi e presa self-service). Tecnologia pratica ma anche “simpatica” per segnare ciò che si è ordinato, e che si pagherà all’ultimo consegnando il badge alla cassa.
Croazia

In Croazia, o meglio nella sua capitale Zagabria, ci siamo trattenuti troppo poco per poter evidenziare qualcosa che possa essere esemplificativo dell’utilizzo del controllo accessi nel paese.
Ci limitiamo a segnalare la presenza nell’albergo dell’immancabile controllo accessi per l’apertura e la gestione della camera. Per le strade ci si imbatteva comunque in campanelli condominiali e citofoni corredati di lettore di controllo accessi, presumibilmente stand-alone.
Controllo accessi in applicazioni residenziali ed alberghiere
Anche in questo caso, come già anno scorso, ci guardiamo bene dal definire la nostra indagine approfondita ed esaustiva della diffusione del controllo accessi nei paesi che abbiamo visitato, spesso molto parzialmente e velocemente.
Però la sensazione rimane quella percepita in passato, ovvero che vi sia una discreta attenzione a questa tipologia di dispositivo all’estero. Almeno in contesti che nel nostro paese sembrano ancora non aver del tutto recepito la materia, tipo quello residenziale.
Per il momento ci limitiamo a registrare questa ulteriore discrepanza, in attesa però che questo divario venga auspicabilmente superato.
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