Considerazioni di base sul controllo accessi veicolare (prima parte)

di | 16 Giugno 2020

parcheggio veicolareMai come in questo periodo è diventato fondamentale accedere in modo sicuro alle zone che frequentiamo abitualmente.

Che si tratti di scuole piuttosto che di uffici o aziende, aree industriali e commerciali, palestre e piscine, parcheggi, zone residenziali e condominiali, ogni luogo necessita sempre di più di modalità idonee alla sua salvaguardia e protezione. Sia dai vecchi che purtroppo dai nuovi e recenti pericoli.

 

Controllo accessi veicolare?

controllo accessi veicolareHa senso chiedersi se tale esigenza di tutela dei nostri habitat debba riguardare anche la gestione degli accessi veicolari?

È possibile controllare gli spostamenti degli autoveicoli in una determinata area? Di modo da circoscrivere e tenere sotto controllo anche questo tipo di traffico?

Alcune considerazioni di base sul controllo accessi veicolare possono aiutarci a fare chiarezza in merito.

 

Il passato degli accessi veicolari…

guardiolaIn passato sollecitazioni del genere erano avvertite come prioritarie essenzialmente nel mondo industriale ed aziendale. In cui si riteneva operativamente necessario monitorare in modo attento e vigile l’accesso a uno o più ingressi carrabili. All’area magazzino, o a quella produttiva, piuttosto che a quella degli uffici, e così via. Non a caso in passato spesso si integrava in azienda un sorvegliante che era ubicato nella tipica guardiola, all’ingresso dell’area controllata.

Successivamente, a causa essenzialmente dei costi troppo alti legati alla presenza fissa di un vigilante (sostenibili forse solo da aziende di rilevanti dimensioni) si è passati sempre più frequentemente all’installazione di sistemi di controllo accessi automatizzati.

La loro grande adattabilità, l’efficienza dimostrata, il costo abbastanza contenuto, hanno contribuito alla loro sempre più vasta diffusione.

 

…ed il presente

long rangeOggi un efficiente sistema automatico per la gestione del traffico veicolare viene considerato quasi d’obbligo in moltissimi contesti. Alcuni dei quali esulano addirittura dagli ambiti originari per i quali sono stati studiati tali apparati.

Ma quali sono gli elementi che contraddistinguono un controllo accessi dedicato agli automezzi? Vediamo quelli essenziali:

  1. Un lettore/antenna che riconosce il veicolo in transito
  2. Le credenziali di riconoscimento
  3. Uno sbarramento che concede l’ingresso/uscita ai veicoli autorizzati
  4. Un controllore con relativo software per la gestione del sistema

 

1 – Un lettore che riconosce il veicolo in transito

I lettori che vengono utilizzati nelle applicazioni di controllo accessi veicolare si chiamano “long-range” ovvero “a lungo raggio”.

Rosslare UHFÈ infatti necessario l’utilizzo di una tecnologia che funzioni anche in presenza di una considerevole distanza tra la credenziale di accesso che si trova a bordo del veicolo e l’antenna installata all’ingresso dell’area.

I sistemi più diffusi di riconoscimento in ultra high frequency (UHF, frequenza ultra alta) sono quello a 868MHz (che utilizza tag di accesso passivi) e quello a 2,4GHz (che utilizza tag di accesso attivi).

La prima tipologia ha dei costi più abbordabili. Infatti i tag passivi sono privi di alimentazione o batteria, la qual cosa appunto contiene in modo evidente i costi del prodotto.

Per contro i sistemi più costosi con tag attivi, cioè alimentati da batterie, sono connotati da un raggio di azione molto più lungo (si pensi al funzionamento del Telepass, che “aggancia” il passaggio dell’automezzo già a circa 20 metri di distanza).

 

2 – Le credenziali di riconoscimento

10ACRL-SA23B4HVe ne sono, come accennato poco sopra, di due tipologie, ovvero attivi e passivi.

Oltre al già citato Telepass, possiamo annoverare tra gli attivi anche i telecomandi.

Pur essendo molto pratici e maneggevoli, ultimamente hanno subito un piccolo arresto della loro diffusione. Si tratta infatti di un tipo di dispositivo che richiede un contatto per essere azionato (cosa non del tutto consigliabile in momenti di pandemia, a meno che non si tratti di un dispositivo ad uso esclusivamente personale).

credenziali veicolariTra i dispositivi passivi si annoverano le etichette adesive, i tag ed i badge.

Le etichette adesive riscuotono un particolare successo, per la loro economicità e la praticità del loro utilizzo. In effetti una volta posizionate sull’auto, non necessitano di ulteriori attenzioni. Parimenti vi sono dei tag che possono essere applicati sulla targa dell’automezzo, e che consentono una libera circolazione senza dover di volta in volta premere pulsanti o esibire tessere in prossimità del lettore long-range.

credenziali softUltimamente si sta facendo sempre più strada l’utilizzo di credenziali Bluetooth. Che si rivolgono alla nuova generazione di utenti di smartphone.

Si parla in questo caso di credenziali soft, ovvero “morbide”, leggere, e anche molto accattivanti perché non c’è bisogno di possedere nessun dispositivo fisico. Ad eccezione dello smartphone, che però ormai ci segue ovunque.

Basterà scaricare la relativa App iOS o Android per poter ricevere in consenso al transito, come se si disponesse di un badge o un tag.

 

Continua…

A BREVE LA SECONDA E ULTIMA PARTE DELL’ARTICOLO sul controllo accessi veicolare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *