Estate 2018, due settimane di vacanza in Europa, a zonzo per quattro nazioni: Svizzera, Olanda, Belgio e Germania.
Toccata e fuga in alcune tappe. Ma in altre c’è modo di visitare le attrattive principali, assaggiare i piatti tipici e scattare un corposo numero di foto. Si dorme in quattro o cinque differenti alberghi, si vedono alcuni monumenti e musei mozzafiato, si incontrano paesaggi architettonici e naturalistici assai differenti dai nostri, e forse per questo estremamente accattivanti.
E pure (deformazione professionale!) ci si guarda intorno per capire come “gira” il controllo accessi in queste nazioni.
Momenti di controllo accessi in Europa.
Svizzera
In Svizzera, per la precisione a Zurigo, abbiamo pernottato in un hotel che ci ha piacevolmente colpito in quanto a messa in opera di questa tipologia di apparati.
Gli immancabili badge che ci hanno consegnato alla reception ci sono innanzitutto serviti per mettere in funzione l’ascensore. Infatti una volta entrati nella cabina non era possibile salire ai piani superiori senza avvicinare la tessera al lettore di prossimità installato a bordo.
Una volta giunti alla camera, con quella stessa carta di prossimità abbiamo aperto la porta ed abiltato poi come di consueto l’impianto elettrico della stanza.
Questo tipo di applicazione del controllo accessi all’ascensore a noi è piaciuta molto. Poiché si tratta di una ulteriore misura di sicurezza e privacy a tutela degli ospiti dell’albergo in aggiunta a quelle solitamente utilizzate.
Olanda e Belgio
Nei Paesi Bassi abbiamo trovato una diffusione abbastanza significativa degli apparati di controllo degli accessi. Anche in ambiti piuttosto alternativi rispetto alle solite tipologie di utilizzo.
Ad esempio in ambito museale.
In questo caso la classica audioguida è stata dotata di una funzione molto interessante. Non vi era più la necessità di digitare sulla tastiera del dispositivo elettronico portatile il numero corrispondente all’opera d’arte (o al salone, o alla scultura, ecc.) di cui si voleva sentire la descrizione.
Bastava semplicemente avvicinare l’audioguida alla targhetta ubicata accanto all’opera di nostro interesse, e la spiegazione partiva in automatico.
Un vero e proprio lettore di prossimità da avvicinare ad un tag, che lo faceva azionare. Veramente molto pratico.
In alcune sale multimediali il lettore agganciava direttamente il segnale wireless, e l’audioguida si allineava immediatamente alla esposizione di quanto veniva proiettato nel maxischermo in quel momento.
Altra applicazione molto specifica l’abbiamo vista nella gestione dei bagni pubblici.
In questo caso l’accesso alla toilette era subordinato al pagamento di una piccola cifra (50 o 70 centesimi di euro) in seguito al quale veniva rilasciata una etichetta cartacea da avvicinare al lettore. Il quale poi a sua volta faceva scattare il tripode che precludeva l’accesso ai locali, sia in ingresso che in uscita.
Piccola nota a margine: i bagni pubblici gestiti in tal modo si sono rivelati in assoluto i più puliti e confortevoli utilizzati in questo e in altri precedenti viaggi (basti pensare che dopo ogni utilizzo, una rotazione automatica della ciambella del water faceva in modo che questa venisse completamente lavata ed asciugata). Il connnubio “pedaggio”/pulizia dei locali quindi pare essere vincente se ci interessa utilizzare dei servizi igienici pubblici dotati di ogni comfort.
Germania
In Germania sono molto diffusi i parcheggi gestiti con gli automatismi del controllo accessi. E altrettanto gli sportelli bancari, del tipo area-self della banca, a cui si accede per le piccole operazioni praticabili allo sportello bancomat per mezzo di un lettore che autorizza l’accesso all’area.

Oltre ovviamente al solito utilizzo alberghiero. Nel nostro hotel ad esempio l’apertura del portone esterno si gestiva direttamente con il badge della camera. Per cui si poteva rientrare anche molto tardi senza incorrere in alcun tipo di problema nonostante non vi fosse un addetto alla reception la notte.
Mezzi pubblici e impianti sportivi
Riguardo ai mezzi pubblici, ecco cosa abbiamo trovato sui tram di Amsterdam:

Circa questo tornello da mezzo pubblico, vi rimando innanzitutto ad un articolo pubblicato in precedenza.
In estrema sintesi comunque, prodotti per autobus che da noi sono di ultima generazione, e che stiamo cominciando da poco ad installare (a Roma, nel caso del PRBus 386), in altri paesi sono già comunemente utilizzati.
Infine siamo andati a guardare gli accessi ai campi sportivi.
Un esempio su tutti: lo stadio del Bayern di Monaco, Allianz Arena di Monaco di Baviera. Gli ingressi sono controllati dai classici tripodi (purtroppo non di marca italiana, per cui evitiamo di pubblicarne il logo).
Segmento di mercato in divenire
Lungi dall’aver fatto una indagine completa ed esauriente della diffusione del controllo accessi in Europa (sia per la scarsità delle nazioni che dei posti visitati), ci è sembrato però utile il tentativo di cogliere almeno qualche idea al di là del mercato italiano che ci sta più strettamente intorno.
Semplici spunti di controllo accessi in Europa. Frammenti di una realtà che si dirama su vari fronti, nella risoluzione o semplificazione di piccoli e grandi problematiche di accesso. Sicuramente molto meno di nicchia che in Italia. Accenni di un segmento di mercato destinato oggettivamente a crescere anche da noi, sia per motivi di sicurezza che di praticità che di modernità delle soluzioni.

