Dal 19 al 21 novembre 2025 a Fiera Milano a Rho si è svolta l’edizione biennale della fiera internazionale dedicata alla Sicurezza. Che ci ha visto nuovamente visitatori, come già nelle precedenti edizioni da circa 20 anni a questa parte.
Controllo accessi a Sicurezza 2025
Quest’anno l’evento ha fatto registrare numeri utili a confermare l’importanza sempre crescente, e appunto ormai consolidata, della manifestazione: spazi espositivi in aumento ed un numero significativo di espositori internazionali. Sia nell’ambito della videosorveglianza che in quello del controllo accessi, così come nell’anticendio e nell’antintrusione.
La prima cosa che abbiamo comunque notato è stata l’importante presenza del comparto controllo accessi. Sia all’interno di stand di grandi produttori di videosorveglianza, che hanno ampliato i relativi spazi espositivi. Sia per quanto riguarda la presenza di nuovi produttori provenienti direttamente dall’asia. Che hanno acquistato in proprio gli stand per esporre e presentare le proprie linee. Questa ci è sembrata una novità veramente significativa ed interessante. Con produttori asiatici anche di tripodi e tornelli.
Questo ci consente appunto di attestare nuovamente che molti espositori esteri si sono affiancati ai tantissimi italiani comunque presenti.
Un piccola curiosità: abbiamo trovato cover intercambiabili per lettori RFID, ovvero una attenzione anche al senso estetico della installazione di controllo accessi. Potrebbe rivelarsi anche questa una nuova “moda” nell’ambito accessi.
I temi che hanno distinto Sicurezza 2025
“A spasso” per gli stand abbiamo riscontrato che le tendenze rimangono sostanzialmente le stesse: intelligenza artificiale, interconnessione ed integrazione.
Il che porta ad un perfezionamento continuo dei prodotti in ottica digitale ed integrata, con miglioramenti prestazionali ed efficienza sempre più rilevante. Ma con una grande attenzione anche alla facilità di utilizzo e gestione.
Tuttavia ci saremmo aspettati una presenza maggiormente trasversale di prodotti con AI a bordo. Che erano indubbiamente presenti, ma non in maniera così diffusa come avevamo ipotizzato.
Giornate formative
Come già nelle precedenti edizioni, l’ente fiera ha proposto un vasto programma di seminari ed incontri, con tre giornate incentrate in vari temi. In perfetta linea di continuità con il compito anche formativo e di dialogo di Sicurezza.
Gli argomenti in particolare si sono concentrati su Cybersecurity e dati, ovvero una grande attenzione alle minacce digitali. E poi la ormai evidente necessità di soluzioni integrate per la sicurezza fisica, soprattutto in contesti complessi quali le infrastrutture, i trasporti, la vendita al dettaglio, i grandi eventi e la tutela del patrimonio culturale. Ed infine anche un accenno alla carenza di competenze nel settore e quindi alla importanza della formazione di nuove professionalità. Che rende necessario offrire percorsi di aggiornamento rendendo competitiva ed “attuale” la figura dell’installatore/integratore.
Droni

Tra le novità più interessanti della manifestazione è emerso con chiarezza il ruolo strategico dei droni come strumento operativo per la sicurezza. Ne abbiamo visti molti, e non solo nei vari stand delle forze dell’ordine.
Si impone insomma il ruolo dei droni nel quotidiano, ad esempio anche nella vigilanza privata. Le potenzialità dei sistemi aeromobili senza pilota sono ormai innegabili. Al fine di una sorveglianza estesa di aree industriali, infrastrutture critiche o ambienti difficili da raggiungere.
Il nostro bilancio e traiettoria futura
A proposito di numeri, nella nostra giornata di fiera abbiamo potuto constatare una grande partecipazione di visitatori, italiani ed esteri. Che si sono mossi con interesse tra stand, appuntamenti e palinsesti formativi. Un numero a sensazione maggiore rispetto alle precedenti edizioni, cosa che comunque andrà avvalorata dalle statistiche non appena verranno pubblicate.
Sicurezza 2025 si è dunque nuovamente proposta non solo come vetrina delle più innovative soluzioni dell’international Security & Fire. Ma anche e soprattutto come capace strumento di formazione, crescita, informazione ed innovazione per il mercato di riferimento.
Partecipare a Sicurezza 2025 insomma non è solo “fare stand”: è osservare il mercato che cambia, dialogare con competitor, partner e clienti, valutare tecnologie emergenti (intelligenza artificiale, riconoscimento facciale, Internet of Things, edge computing) e anticipare magari i bisogni del mercato.
Al termine dell’edizione, il messaggio sembra chiaro: la sicurezza fisica e digitale non sono più compartimenti separati, ma pilastri di un’unica architettura di protezione.
Per le aziende del settore questo significherà investire su interoperabilità, servizi a valore aggiunto, assistenza proattiva e competenze specialistiche.
Non rimane che darci appuntamento al 2027, per confermare (o meno) la piena accelerazione del settore.
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