Codici IP e grado di protezione

By | 5 settembre 2018

Capita spesso di leggere (o di cercare), tra le specifiche di un dispositivo, una voce circa la capacità di protezione dell’involucro che lo contiene. Alcuni chiamano questo dato “grado IP”, altri “protezione IP” o “grado di protezione IP”.

Il nome più corretto è “codice IP”, perché fa riferimento a una vera e propria codifica, ma cos’è di preciso e cosa significa?

 

La normativa di riferimento sui codici IP

I codici IP, dove la sigla IP sta per International Protection, sono stati introdotti per la prima volta nel 1976 nella norma IEC 529, recepita nel 1980 dalla norma italiana CEI 70-1, che è poi confluita nel 1997 in quella europea, la CEI EN 60529:1997-06.

Questa ha subito negli anni leggere modifiche, correzioni e integrazioni ma rimane comunque la versione tuttora in vigore. Definisce una classificazione dei gradi di protezione degli involucri per apparecchiature elettriche con tensione nominale non superiore a 72,5 kV, ovvero quelle di uso comune.

 

Il concetto di protezione che viene preso in esame è triplice:

  1. delle persone contro il contatto (accidentale o intenzionale) con parti pericolose presenti all’interno dell’involucro;
  2. del dispositivo contro l’ingresso di corpi solidi estranei
  3. del dispositivo contro l’ingresso dannoso dell’acqua

 

Codici IP

 

La sigla IP è sempre seguita da due cifre e, opzionalmente, anche da due lettere.

La prima cifra considera sia la protezione delle persone contro il contatto con parti pericolose, sia quella dei dispositivi contro la penetrazione di corpi solidi.

La seconda cifra tiene invece conto della protezione contro l’ingresso di liquidi.

In mancanza di informazioni su una delle due cifre, questa può essere sostituita da una X.

Infine, le due lettere opzionali specificano meglio, se necessario, il significato della prime due cifre.

 

 

Significato della prima cifra dei codici IP

La prima cifra dei codici IP individua il grado di protezione contro il contatto di corpi solidi esterni e contro l’accesso a parti pericolose. Vediamo nella tabella sotto quali valori sono previsti:

 

Livello IP Protezione contro la penetrazione di corpi solidi esterni Protezione contro l’accesso umano a parti pericolose tramite
IP 0X Non protetto Non protetto
IP 1X oggetti

con Ø > 50 mm

il dorso della mano
IP 2X oggetti

con Ø > 12.5 mm

un dito
IP 3X oggetti

con Ø > 2.5 mm

attrezzo con

Ø > 2.5 mm

IP 4X oggetti

con Ø > 1 mm

filo con

Ø > 1 mm

IP 5X Protezione contro i danni per l’accesso di polvere filo con

Ø > 1 mm

IP 6X Protezione ermetica

contro la polvere

filo con

Ø > 1 mm

 

Per i dispositivi di controllo accessi (ma anche di altro tipo) che devono essere installati all’esterno, o in ambienti molto polverosi, normalmente viene richiesto un livello di protezione almeno pari a IP5X, come evidenziato in tabella.

 

Significato della seconda cifra dei codici IP

La seconda cifra dei codici IP individua la protezione contro la penetrazione dei liquidi, secondo quanto riassunto nella tabella che segue.

 

Livello IP Protezione contro la

penetrazione di liquidi

IP X0 Non protetto
IP X1 Protetto da caduta verticale

di gocce d’acqua

IP X2 Protetto contro acqua gocciolante con un angolo entro ±15°
IP X3 Protetto contro acqua spruzzata con un angolo entro ±60°
IP X4 Protetto contro spruzzi d’acqua

da qualsiasi direzione

IP X5 Protetto contro getti d’acqua

da qualsiasi direzione

IP X6 Protetto contro forti getti d’acqua

da qualsiasi direzione e da ondate

IP X7 Protetto contro brevi immersioni

(fino ad 1 m di profondità)

IP X8 Protetto contro lunghe immersioni

(oltre 1 m di profondità)

IP X9 Protetto contro immersioni permanenti e da spruzzi/getti ad alta pressione

(fino ad 5 m di profondità)

 

Nell’aggiunta alla norma uscita nel 2014 sono stati inseriti anche i livelli IPX4K, IPX6K e IPX9K, valevoli solo per i veicoli stradali e quindi non riportati nella precedente tabella.

Per i dispositivi che devono essere installati all’esterno, o in ambienti con possibile presenza di acqua, si richiede di solito un livello di protezione almeno pari a IPX4, come evidenziato in tabella (ma raramente si va oltre l’IP67).

 

Significato delle lettere opzionali

La prima lettera opzionale aggiuntiva specifica il grado di protezione contro l’accesso a parti pericolose, qualora tale protezione sia superiore a quella dell’ingresso dei corpi solidi richiesta dalla

prima cifra caratteristica.

Prima lettera Significato
A Protetto contro l’accesso con il dorso della mano
B Protetto contro l’accesso con un dito
C Protetto contro l’accesso con un attrezzo
D Protetto contro l’accesso con un filo

 

La seconda lettera opzionale supplementare fornisce informazioni relative alla protezione del materiale.

Prima lettera Significato
H Apparecchiatura ad alta tensione
M Provato contro gli effetti dannosi dovuti all’ingresso dell’acqua con apparecchiatura in moto
S Provato contro gli effetti dannosi dovuti all’ingresso dell’acqua con apparecchiatura non in moto
V Adatto all’uso in condizioni atmosferiche specificate

 

Equivalenza dei codici IP con i gradi di protezione NEMA

La codifica NEMA (National Electrical Manufacturers Association) è uno standard statunitense che definisce il grado di protezione dei contenitori di apparecchiature elettriche, includendo anche altri fattori come la protezione alla corrosione, o alla presenza di nevischio e ghiaccio.

È utile riportare una tabella di raffronto tra i codici NEMA e i corrispondenti codici IP (la corrispondenza inversa non è in genere possibile).

Grado NEMA Codice IP
1 IP10/IP20
2 IP11
3 IP54/IP55
3R IP14/IP54
3S IP54/IP55
4 IP56/IP66
4X IP56/IP66
5 IP52/IP53
6 IP67
6P IP67/IP68
12 IP52/IP54
12K IP52/IP54
13 IP54

 

Come si vede nella colonna di destra il codice IP corrispondente può variare a seconda dell’interpretazione che è stata data del relativo grado NEMA. Per completezza, abbiamo riportato l’intero range dei valori proposti in rete, ma ad ogni modo si consiglia per prudenza di usare sempre il valore più conservativo, ovvero il codice IP con valore più basso.

 

Conclusioni

I codici IP, utilizzati dai produttori per attestare il grado di protezione, hanno il pregio di fornire informazioni più dettagliate rispetto alle descrizioni usate commercialmente. Se, per esempio, si acquista un lettore RFID valutato IP67, sappiamo con precisione che avrà un elevato grado di resistenza all’acqua e alla polvere. Termini quali impermeabile, waterproof o “a tenuta stagna” sono sicuramente più vaghi e non permettono una scelta altrettanto consapevole.

In genere, per l’utilizzo in esterno è bene prevedere prodotti con una protezione che va dall’IP54 all’IP67. Casi particolari, come le installazioni in ambienti marini o industriali, meritano un ragionamento a sé. La presenza di acqua salata, liquidi corrosivi, polveri e fumi può estendere il discorso sulla protezione oltre quanto visto qui ed interessare altre normative.

Di solito, però, i codici IP sono un valido indicatore della protezione fornita. Costituiscono infatti, insieme ad altri fattori di tipo elettrico e meccanico, uno dei parametri base da considerare nella selezione dei prodotti.

 

 

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