Nelle due precedenti sezioni di questo articolo abbiamo provato a capire in cosa consistono gli obiettivi e le resistenze collegati al controllo accessi.
Quali obiettivi mi devo porre nell’installare un controllo accessi?
E per contro quali resistenze mi possono impedire, a torto o a ragione, di farlo?
Resistenze
Abbiamo già analizzato le prime due grandi categorie di preconcetti che possono allontanare dall’adozione di un sistema automatizzato dei transiti. Ovvero ritenere che i sistemi protetti siano molto costosi da realizzare. Oltreché molto complessi da utilizzare. Ed abbiamo anche visto come gli utenti debbano essere in qualche modo introdotti ed accompagnati in questa nuova visione di controllo di una risorsa, assumendo una nuova forma mentis nei confronti di un tale tipo di sistema di sicurezza. Al fine di non generare una certa avversione alla novità.
Prendiamo in considerazione ora altre due tipologie di atteggiamenti che potrebbero ingenerare una più o meno conscia resistenza all’azione. Cioè la terza e la quarta categoria pregiudizievole ad un eventuale dispositivo di controllo degli accessi :
3. Le credenziali di accesso per essere affidabili richiedono procedure non banali e/o informazioni complesse
4. «Ma tutto sommato non è mai successo niente …»
3 – Le credenziali di accesso per essere affidabili richiedono procedure non banali e/o informazioni complesse
Questo concetto si lega strettamente al punto che abbiamo precedentemente analizzato (il punto 2). Poiché vi è ancora un certo tipo di preconcetto che ritiene che le credenziali di accesso abbiano una amministrazione molto complicata. E magari non siano del tutto affidabili.
Nulla di più errato. Cominciamo con il dire che vi sono prodotti con caratteristiche di sicurezza veramente elevati. E in questo caso vi rimandiamo giusto per fare un esempio pratico ad un articolo precedentemente pubblicato.
Ma anche i dispositivi che utilizzano livelli di garanzia meno stringenti risultano ugualmente molto sicuri. Ed anche di facile impiego. Basti pensare all’utilizzo dell’impronta digitale per accedere ad una risorsa. In questo caso non si tratta solamente di un tratto somatico inequivocabile, ma anche di una procedura di ingresso facilissima ed immediata.
Inoltre, come già espresso, la tecnologia ha puntato a ridurre le difficoltà di utilizzo anche delle credenziali di autenticazione. Ad esempio da qualche anno vi sono credenziali che ci limitiamo a definire più “leggere” che hanno decretato il passaggio su smartphone delle informazioni, codificate o meno, utilizzate nel processo di identificazione e autorizzazione ai fini dell’accesso ad un sistema. Nulla quindi di più facile operativamente. Avvicinando il telefono al lettore, questo riconosce la credenziale che vi è a bordo e sblocca il varco.
4 – «Ma tutto sommato non è mai successo niente …»
Uno dei maggiori fattori di avversione all’applicazione di qualcosa di diverso nel nostro quotidiano lo possiamo riassumere con la fatidica e diffusa frase “ma tutto sommato non è mai successo niente”. Scagli la prima pietra chi non ha mai detto o pensato una cosa del genere. Magari (brutto da dire lo so…) per evitare proprio l’installazione di un impianto di sicurezza. Per farne poi magari ahimè le spese successivamente.
Tale tipo di riluttanza verso qualcosa di nuovo non si applica ovviamente solo nel caso dell’approccio ad un apparato di controllo degli ingressi/uscite. Eppure anche in questo caso può generare una sorta di pigrizia operativa, più o meno consapevole. Soprattutto se in abbinamento con uno dei pregiudizi sopra citati.
Evitare insomma più o meno consapevolmente di intraprendere un percorso di cambiamento e novità diventa un ostacolo praticamente insormontabile nell’ambito del controllo accessi. Perché talune scelte tecnologiche, o installative, non possono prescindere da un minimo di coscienza che alcuni “modi di dire”, peraltro anche diffusi, non hanno in realtà un valore scientifico. E ciò che non è mai successo prima, potrebbe purtroppo capitare poi.
Concludendo
Il nostro breve excursus tra gli obiettivi e le resistenze collegati al controllo accessi termina qui.
Non possiamo non concludere che trattasi di un settore circondato ancora da vari preconcetti e resistenze rispetto ad altri contigui della sicurezza.
Ma proprio il salto di qualità è possibile analizzando e valorizzando i propri obiettivi. Per porli al di sopra delle eventuali resistenze.
Insomma cercando di non dare lo stesso peso e valore alle nostre opportunità di crescita ed ai preconcetti che non ci stimolano ad uscire dalla nostra zona di comfort.
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