Statali e impronte digitali: una svolta?

By | 20 luglio 2018

impronta digitale italiaEsattamente un anno fa avevamo pubblicato un articolo nell’intento di descrivere, dal nostro punto di vista, la cosiddetta questione dei furbetti del cartellino.

Non vogliamo quest’oggi dilungarci nuovamente in merito. Anche se tutto sommato potrebbe meritare almeno ricordare un paio di recenti episodi (rispettando ovviamente la correttezza della stragrande maggioranza dei lavoratori, che anzi spesso operano in condizioni non facili).

 

Recenti notizie

ACS-BIOInnanzitutto la notizia riguardante il Comune di Lecce, che ha appena interdetto 9 dipendenti per un anno dai pubblici uffici, a causa dei fatti di reiterato assenteismo accaduti nel 2016. Una misura forse non troppo energica, ma comunque un provvedimento che sancisce l’intenzione di non sorvolare sull’accaduto.

Atteggiamento peraltro condiviso dal Comune di Biella. Che si costituirà parte civile nei confronti di 7 dipendenti. Per ottenere un risarcimento degli eventuali danni arrecati al Comune stesso, da parte di tutti coloro che si solo allontanati in modo ingiustificato dal luogo di lavoro dopo avere timbrato l’ingresso. In questo caso già due lavoratori, la cui posizione era stata ritenuta del tutto compromessa, erano stati precedentemente licenziati.

 

Recenti dichiarazioni

Lettori multimodali Smartcard + BiometricoIl fatto che però ci ha indotto a ritornare sull’argomento è un altro.

Ovvero la decisa presa di posizione nei confronti del tema da parte del nuovo Ministro per la pubblica amministrazione e semplificazione, la nota avvocatessa Giulia Bongiorno. La quale a fine giugno si è dichiarata favorevole all’adozione del rilevamento delle impronte biometriche dei dipendenti pubblici, al fine di combattere l’ “odioso fenomeno dell’assenteismo” ed evitare che il lavoratore “strisci il tesserino per altri”.

 

Recenti provvedimenti

Già nella precedente legislatura, il Ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia aveva varato alcune importanti misure contro i furbetti del cartellino, con un apposito decreto legislativo. Misure prevalentemente punitive, che dalla veloce sospensione del lavoratore arrivava fino al licenziamento nell’arco di 30 giorni. E addirittura al risarcimento dei danni provocati all’amministrazione statale. Sanzioni peraltro previste pure per il dirigente pubblico che non applichi i dovuti provvedimenti, dopo essersi accorto della presenza di furbetti tra il suo organico.

Insomma un ragguardevole passo avanti rispetto alle precedenti normative in uso. Adesso tuttavia l’intenzione è quella di passare dal piano sanzionatorio a quello preventivo.

 

Prevenzione dell’assenteismo

lettori biometriciAd esempio grazie a “sopralluoghi a sorpresa” e “ispezioni a campione” da parte di specialisti e ispettori, che possano verificare le presenze, ma anche predisporre eventuali nuovi “modelli organizzativi”.

Ma pure grazie all’adozione delle rilevazioni biometriche. Secondo il Ministro prendere le impronte digitali ai dipendenti pubblici rientra in un genere di misura lecita e legittima nell’ambito di un coerente piano di salvaguardia dell’efficienza amministrativa statale. In quanto è opportuno che sia un “interesse collettivo” a prevalere: quello di essere al lavoro al servizio dello Stato e del cittadino.

La privacy in questo caso diviene un elemento non certo da trascurare, ma forse da rivisitare. Con le dovute cautele e attenzioni al rispetto delle leggi ovviamente. Non dimentichiamo, continua ancora la Bongiorno, che “a me alla Camera le hanno prese [le impronte digitali] quando c’erano i “pianisti”. E non sono rimasta traumatizzata”.

 

Un esempio

Intanto un concreto segnale di cambiamento ci viene inviato dalla Asl di Avellino, che ha avuto il benestare dal garante della privacy all’installazione di specifici sistemi di riconoscimento biometrico.

Tale Asl fu bersagliata negli scorsi anni da incresciosi episodi di assenteismo, che avevano portato al rinvio a giudizio di 33 dipendenti per truffa ai danni dello Stato. Ebbene ieri è entrato in funzione il nuovo sistema di accesso al luogo di lavoro. Il personale dovrà rendere evidente la propria presenza in servizio. Come?  Verificando l’impronta digitale all’ingresso prima di entrare, per mezzo di un sistema di rilevamento che garantirà comunque la privacy del dipendente.

Nulla di traumatico dunque. Piuttosto un significativo esempio di come, volendo regolamentare e soprattutto risolvere specifici e antipatici episodi di disimpegno e scarso attaccamento alle proprie responsabilità lavorative, i mezzi alla fine si trovino.

 

Immagini di proprietà + pixabay.com

 

 

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